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    July 04

    ma non c'è nessuno che lo ferma? (una volta esistevano i manicomi)

    - Silvio Berlusconi dopo aver approvato in Consiglio dei ministri una legge che lo mette al riparo per la durata della legislatura da ogni processo e aver avviato un disegno di legge che congela centomila processi per un anno per evitare la conclusione del processo Mills a suo carico: "È certo però che profonderemo ogni sforzo perché l'interesse di pochi non prevalga su quello di quasi tutti, continuando nella direzione che era indicata nei nostri programmi e si incarna nella nostra azione."
    Reati sospesi da Berlusconi: sequestri di persona, estorsione, rapina, furti in appartamento, scippi, associazione a delinquere, stupro e violenza sessuale, aborto clandestino, bancarotta fraudolenta, sfruttamento prostituzione, frodi fiscali, usura, falsificazione documenti pubblici, corruzione, rivelazione del segreto d'ufficio, reati informatici, vendita di prodotti con marchi contraffatti, detenzione di materiale pedo-pornografico, porto e detenzione d'armi anche clandestino omicidio colposo con violazione delle norme sulla circolazione stradale, calunnia, truffa comunitaria, incendio, traffico di rifiuti, adulterazione di sostanze alimentari.    dal sito di beppe grillo
    July 02

    sogno numero due (fabrizio de andrè)

    Imputato ascolta,

    noi ti abbiamo ascoltato.

    Tu non sapevi di avere una coscienza al fosforo

    piantata tra l'aorta e l'intenzione,

    noi ti abbiamo osservato

    dal primo battere del cuore

    fino ai ritmi più brevi

    dell'ultima emozione

    quando uccidevi,

    favorendo il potere

    i soci vitalizi del potere

    ammucchiati in discesa

    a difesa

    della loro celebrazione.

     

    E se tu la credevi vendetta

    il fosforo di guardia

    segnalava la tua urgenza di potere

    mentre ti emozionavi nel ruolo più eccitante della legge

    quello che non protegge

    la parte del boia.

     

    Imputato,

    il dito più lungo della tua mano

    è il medio

    quello della mia

    è l'indice,

    eppure anche tu hai giudicato.

    Hai assolto e hai condannato

    al di sopra di me,

    ma al di sopra di me,

    per quello che hai fatto,

    per come lo hai rinnovato

    il potere ti è grato.

     

    Ascolta

    una volta un giudice come me

    giudicò chi gli aveva dettato la legge:

    prima cambiarono il giudice

    e subito dopo

    la legge.

     

    Oggi, un giudice come me,

    lo chiede al potere se può giudicare.

    Tu sei il potere.

    Vuoi essere giudicato?

    Vuoi essere assolto o condannato?             canzone del '73 ma davvero troppo attuale                      

     

    June 26

    confesercenti,fischi a berlusconi (la repubblica)

    Accolto con gli applausi, se ne va tra i fischi. Silvio Berlusconi ha fatto il suo intervento questa mattina all'assemblea annuale di Confesercenti, presso l'Auditorium Parco della Musica di Roma. Sale sul palco, accoglienza calorosa, l'elogio al presidente della confederazione, Marco Venturi. Poi, verso la fine dell'intervento, l'ennesimo attacco ai magistrati: "I giudici politicizzati sono la metastasi della democrazia" dice, e partono le bordate. I fischi si ripetono più volte quando parla di democrazia "calpestata" e di paese in libertà vigilata."Sono costretto ogni sabato mattina - dice il premier - a preparare con i miei legali udienze in cui sono oggetto dell'attenzione dei pm o giudici politicizzati che sono la metastasi della democrazia". E ricorda che "dal '94 al 2006 sono stati 789 i pm e i magistrati interessati a sovvertire il voto degli italiani: ci sono riusciti nel '94, non ci riusciranno in questa presente situazione". E ai fischi risponde: "Mi avete invitato voi...". "Vogliono impedirmi di governare". Il presidente del Consiglio cerca di spiegare più volte il motivo dei suoi attacchi ma i fischi sono più forti. "I cittadini hanno il diritto di vedere governare chi hanno deciso, tramite libere elezioni, di scegliere per la guida del Paese".

    La platea protesta. Dalla platea della Confesercenti, però, arrivano reazioni negative alle accuse del capo del governo. Che replica: "Mi indigna quando qualcuno si lascia trasportare dall'ala giustizialista della magistratura, ho anche fiducia nella magistratura, ma dopo un calvario simile in me c'è indignazione". POVERO SILVIO GLI VOGLIONO PROPRIO IMPEDIRE DI GOVERNARE (SARANNO I SOLITI COMUNISTI MANGIA-BAMBINI)Per Berlusconi la democrazia è a rischio e il Paese è "in libertà vigilata". Il presidente del Consiglio è categorico nel giudicare "folli le accuse provenienti dai giudici" nei suoi confronti, "giudici ideologizzati, che cercano di sovvertire la democrazia". Spiega di essere sceso in politica per difendere gli interessi degli italiani: "Il mio interesse sarebbe stato quello di godermi i soldi che mi sono meritatamente conquistato", invece di fare i conti con "un ordine dello Stato che pretende di cambiare chi è al governo.MA PENSA TE,QUESTI GIUDICI SI VOGLIONO SOLO FARE PUBBLICITA' ALLE SPALLE DEL NOSTRO "CARISSIMO" PREMIER (SARANNO GIUDICI COMUNISTI). CHE SCHIFO,ATTACCARE UN "uomo" COSI' ALTRUISTA PRONTO A DIFENDERE GLI INTERESSI DEGLI ITALIANI (FORSE DI QUELLI RICCHI)......           COME SONO INDIGNATO HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA   RISVEGLIATI ITALIA

    blocca-processi incostituzionale (tgcom) -povero silvio-

    Viola l'articolo 111 della Costituzione e cioè il principio della ragionevole durata, la norma che sospende i processi per reati puniti con meno di dieci anni di reclusione. Lo sottolinea la bozza di parere che è stata presentata oggi alla Sesta Commissione del Csm dai relatori Livio Pepino e Fabio Roia.

    June 25

    conflitto d'interessi (indovinate di chi si parla : è lui o non è lui ?ma certo che è lui

    C’era una volta un signore che nel 1994 aveva le sue aziende sotto inchiesta, come tutte le grandi aziende italiane. Soltanto che le altre aziende italiane, rassegnate al fatto che avendo pagato tangenti dovevano comunque renderne conto, andavano dal magistrato, confessavano, patteggiavano, restituivano. Cercavano di sistemare le loro cose, senza strappi. Una di queste aziende aveva un proprietario il quale non ci voleva stare a fare una confessione. Perché non ci voleva stare? Perché avrebbe dovuto confessare troppo, più delle altre. Non solo le tangenti ai partiti. Avrebbe dovuto confessare anche rapporti con la mafia e corruzione di giudici.

    Corruzione di giudici per comprare sentenze che dessero ragione a lui che aveva torto e torto alle controparti che avevano ragione. Stiamo parlando di reati talmente gravi che era impossibile confessare e rimanere nel mercato. Persino in un mercato bacato come quello del capitalismo italiano. Quindi optò per la seconda soluzione. Salvarsi dai processi entrando in politica. Infatti disse a Montanelli, a Biagi, entro in politica per non finire in galera e non fallire per debiti. Devo dire che ha mantenuto entrambe le promesse. Questo è il vero contratto con gli italiani. Questo è stato rigorosamente mantenuto. Infatti, 15 anni dopo non è ancora andato in galera e non è ancora fallito per debiti. Anzi, i debiti li ha scaricati sul mercato, cosiddetto, quotando in borsa le sue aziende e nel frattempo ha fatto un sacco di soldi grazie a una serie di leggi innumerevoli. Ma il conflitto di interessi era appunto quello che all’inizio era chiaro. Può una persona che ha le aziende sotto inchiesta andare in politica e sfasciare la giustizia per evitare che le sue aziende, oltre che sotto inchiesta, finiscano anche condannate? Nel ’94 sembrava impossibile, oggi è cronaca quotidiana. Oggi si da per scontato: “certo, sta lì! Di che cosa dovrebbe occuparsi se non delle sue aziende e degli affari suoi. Mica dei nostri, no?”. Ci sono molte persone che lo danno per scontato, senza rendersi conto che loro non fanno parte di quelle aziende quindi apparterrebbero a quelli che hanno interessi opposti. È appunto il conflitto di interessi.             Marco Travaglio

    dal blog di beppe grillo

    Il PDL, votato per la sicurezza, non aveva però specificato che si riferiva alla sicurezza di non finire in galera del suo capo. Dettagli legislativi.
    I delinquenti fuori dalle prigioni. I tribunali paralizzati. Le leggi salva criminali. Il 95% dei reati non punibili. L’esercito nelle città. Sento un leggero odore di m…da nell’aria.
    Il 25 luglio 1943 il Duce fu licenziato dal Gran Consiglio e in seguito arrestato. E’ un giorno speciale. Una ricorrenza che porta bene.
    Da Wikipedia: “L'ordine del giorno Grandi fu uno dei tre ordini del giorno presentati alla seduta segreta del Gran Consiglio del Fascismo convocata per sabato 25 luglio 1943, (che sarebbe stata anche l'ultima). L’ordine fu approvato e provocò la caduta di Benito Mussolini aprendo l'ultima fase del regime fascista, caratterizzata dalla Repubblica Sociale Italiana.”

    da satiricon

    Il grande statista si sta dimostrando per il Grande Statista che è. Dalle storie su come intervenire sulle intercettazioni passa, con virtuosismi al suo cavallo di battaglia: l'attacco alle toghe rosse e il blocco dei suoi poveri processi. Intervenire con un decreto legge, come si era ventilato, sulle intercettazioni presuppone uno stato di necessità e di urgenza. Cioè tipo come quando c'è un terremoto o qualcosa di simile e il governo deve intervenire immediatamente senza aspettare le lungaggini di quei lentoni del parlamento. Anche se poi il nostro parlamento è comunque ben lesto nell'esaudire i bisogni necessari e urgenti del Capo perchè tanto li hanno in comune.

    June 22

    smells like teen spirit (nirvana)

    Carica i nostri fucili e porta i tuoi amici
    È divertente perdere e pretendere (fingere)
    Lei è ultra annoiata e troppo sicura di sé
    Oh no, conosco un mondo sporco

    Ciao, ciao, ciao, basso quanto?A luci spente è meno pericoloso
    Siamo qui, intratteneteci
    Mi sento stupido e contagioso
    Siamo qui, intratteneteci
    Un mulatto
    Un albino
    Una zanzara
    La mia libidine

    Sono peggio in quello che faccio meglio
    E per questo dono mi sento benedetto
    La nostra piccola tribù c'è sempre stata
    E sempre ci sarà fino alla fine

    Ciao, ciao, ciao, basso quanto? A luci spente è meno pericoloso
    Siamo qui, intratteneteci
    Mi sento stupido e contagioso
    Siamo qui, intratteneteci
    Un mulatto
    Un albino
    Una zanzara
    La mia libidine

    E dimentico quello che assaggio
    Oh si, credo che mi faccia sorridere
    L'ho trovato difficile, era difficile da trovare
    Oh beh, comunque non importa

    Ciao, ciao, ciao, basso quanto? A luci spente è meno pericoloso
    Siamo qui, intratteneteci
    Mi sento stupido e contagioso
    Siamo qui, intratteneteci
    Un mulatto
    Un albino
    Una zanzara
    La mia libidine
    Un rifiuto

    June 17

    beh che dire quando ha ragione ha ragione ( scherzo )

    ''Un provvedimento di legge a favore di tutta la collettivita' e che consentira' di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati piu' gravi e piu' recenti''. Cosi' Silvio Berlusconi definisce, in una lettera al presidente del Senato Renato Schifani, l'emendamento dei senatori Berselli e Vizzini al decreto sicurezza, aggiungendo che per l'opposizione ''non dovrebbe essere approvato solo perche' si applicherebbe anche ad un processo nel quale sono ingiustamente e incredibilmente coinvolto''. ''I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica. Preso visione della situazione processuale e ho potuto constatare che si tratta dell'ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in cio' supportato da un tribunale anch'esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria''. Cosi', nella lettera inviata al presidente del Senato Renato Schifani, Silvio Berlusconi affronta il tema dell'emendamento dei relatori al decreto sicurezza, con riferimento al processo di Milano che lo riguarda.

    ''RICUSERO' PRESIDENTE TRIBUNALE MILANO'' - ''Proprio oggi, infatti, mi e' stato reso noto, e cio' sara' oggetto di una mia immediata dichiarazione di ricusazione, che la presidente di tale collegio ha ripetutamente e pubblicamente assunto posizioni di netto e violento contrasto con il Governo che ho avuto l'onore di guidare dal 2001 al 2006, accusandomi espressamente e per iscritto di aver determinato atti legislativi a me favorevoli, che tra l'altro oggi si troverebbe a poter disapplicare''. Lo scrive il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella lettera al Presidente del Senato Renato Schifani, annunciando di voler ricusare il presidente del Tribunale di Milano nel processo Mills.

    SERVE TUTELA ALTE CARICHE DELLO STATO -''L'opposizione del centrosinistra all'emendamento Berselli- Vizzini al decreto sicurezza determina per Silvio Berlusconi ''una situazione che non ha eguali nel mondo occidentale''. ''Sono assolutamente convinto - dice il premier in una lettera al presidente del Senato Renato Schifani - dopo essere stato aggredito con infiniti processi e migliaia di udienze che mi hanno gravato di enormi costi umani ed economici, che sia indispensabile introdurre anche nel nostro paese quella norma di civilta' giuridica e di equilibrato assetto dei poteri che tutela le alte cariche dello Stato e degli organi costituzionali, sospendendo i processi e la relativa prescrizione per la loro durata in carica''.

    ''CHIEDERO' APPROVAZIONE EMENDAMENTI IN CDM'' - ''La informo quindi che proporro' al Consiglio dei Ministri di esprimere parere favorevole sull'emendamento in oggetto e di presentare un disegno di legge per evitare che si possa continuare ad utilizzare la giustizia contro chi e' impegnato ai piu' alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato''. Lo ha scritto il premier Silvio Berlusconi nella lettera al Presidente del Senato Renato Schifani, parlando del decreto sicurezza in esame al Senato.
    June 10

    ultima parte

    Berlusconi naturalmente ha un processo in corso a Napoli, d’udienza preliminare, insieme al suo amico Saccà, direttore di Rai Fiction sospeso, perché? Perché al telefono gli prometteva aiuti per una sua attività privata, a Saccà, in cambio dell’assunzione da parte di Saccà di alcune ragazzine, di alcune ragazzine che interessavano in parte a Berlusconi, e in parte a un misterioso senatore dell’Unione che un anno fa, in cambio del piazzamento della ragazzina a Rai Fiction, a spese nostre, avrebbe fatto cadere il governo Prodi. Pare, come ha scritto Repubblica ieri, che ci siano altre telefonate ancora più sfiziose su questo vero e proprio uso criminoso della televisione pagata con i soldi pubblici.
    E allora? Bisogna impedire che vengano fuori, con una legge che salverà migliaia di criminali, per salvare uno o due imputati.
    Passate parola."

    II parte

    Il caso, per esempio, delle scalate bancarie. C’erano dei furbetti del quartierino che, contro la legge, cercavano di appropriarsi di due banche: Banca Nazionale del Lavoro, le cooperative rosse e l’Unipol di Consorte; Antonveneta, la Banca Popolare di Lodi di Giampiero Fiorani; Rizzoli Corriere della Sera, cioè il più grosso gruppo editoriale indipendente non controllato dai partiti, che doveva finire nella mani di Ricucci il quale poi, secondo alcuni, l’avrebbe girato ai soliti amici di Berlusconi. Bene, queste tre scalate furono bloccate da Clementina Forleo e dalla procura di Milano, grazie a intercettazioni. Con questa nuova legge, niente intercettazioni, scalate a buon fine. Compreso il loro protettore massimo, cioè Antonio Fazio, che continuerebbe a essere governatore della Banca d’Italia non sospettato di niente. Sebbene, come abbiamo visto dalle telefonate, fosse colui che faceva il regista e il giocatore di queste partite, nelle quali avrebbe dovuto rimanere terzo distaccato e arbitro.
    Nessuno saprebbe le cose perché nella legge si prevede anche che nessuno le pubblichi. Quindi, dato che il processo non è ancora partito, noi non sapremmo ancora praticamente nulla di Fazio. E quindi Fazio sarebbe doppiamente al suo posto, sia perché non sarebbe stato scoperto, sia perché, anche se l’avessero scoperto, nessuno avrebbe poi potuto raccontarlo.
    Pensate ai riscontri che sono stati trovati sulle denunce di Stefania Ariosto sui giudici corrotti a Roma, con tutte le intercettazioni dell’enturage del giudice Squillante, dell’avvocato Pacifico, ecc.
    Niente. La truffa di Milano di Poggi Longostrevi che faceva le ricette facili a spese della Regione, con i rimborsi gonfiati ecc. 150 medici condannati grazie alle intercettazioni. Niente. Non avremo più nulla di tutto questo. A Torino, l’amministratore delle Molinette arrestato grazie alle intercettazioni perché pigliava le tangenti in ufficio su ogni fornitura, Luigi Odasso, anche lui sarebbe ancora al suo posto. Pensiamo al Lazio, grazie alle intercettazioni hanno trovato i riscontri alle denunce di Lady ASL, quella che ha raccontato il grande scandalo della sanità, che poi è responsabile del grande buco della sanità del Lazio, che per fortuna si è tamponato grazie all’intervento della magistratura, non avremmo saputo quasi niente.
    Pensate al caso di spionaggio. I casi di spionaggio illegale che abbiamo avuto in questi anni. Lo staff di Storace che fa spiare Alessandra Mussolini e Piero Marrazzo alla vigilia delle elezioni regionali del 2005.
    Il SISMI di Pollari e Pompa, che fa i dossieraggi sui giornalisti, i magistrati, i politici ritenuti pericolosi per Berlusconi. Il SISMI che, secondo l’accusa della Procura di Milano, collabora al sequestro di un cittadino egiziano, Abu Omar, a cui noi avevamo dato ospitalità per motivi politici e poi l’abbiamo fatto rapire dalla CIA e mandare in Egitto a torturare.
    Nulla si saprebbe senza le intercettazioni, nemmeno ovviamente di quel caso patetico del giornalista Farina, alias Betulla, che lavorava a depistare le indagini sul sequestro.
    Pensate ai dossieraggi della Telecom. I dossieraggi della security della Telecom. Migliaia e migliaia di dossier accumulati illegalmente da Tavaroli e i suoi uomini, tutto grazie alle intercettazioni. Non sapremmo nulla.
    Pensate a ministri, sottosegretari. Abbiamo il ministro Fitto, che è stato preso grazie a intercettazioni in un processo per le tangenti della famiglia Angelucci per le cliniche nella Puglia.
    Abbiamo il sottosegretario Martinat che è sotto processo a Torino per gli appalti truccati del TAV e della Olimpiade Invernale del 2006.
    Pensate al ministro Matteoli che addirittura è sotto processo per le fughe di notizie per abusi edilizi all’Isola d’Elba.
    Tutte persone che non sarebbero ovviamente sotto processo. Come ovviamente non sapremmo niente del ruolo avuto, secondo la procura di Genova, dal capo della Polizia dell’epoca, Gianni de Gennaro, nei possibili depistaggi delle indagini sul G8. Come non sapremmo nulla della mega truffa sui farmaci appena scoperta da Guariniello a Torino. Come non sapremmo nulla della mega truffa sui rifiuti appena scoperta, coi 25 arresti dai magistrati di Napoli, per quanto riguarda la Campania.
    Non sapremmo nulla quello che ha fatto Mastella, la sua famiglia e il suo partito, smascherati dall’inchiesta di Santa Maria Capoa Vetere, poi passata a Milano. Non sapremmo nulla delle ruberie sui fondi pubblici in Calabria, che De Magistris ha scoperto e infatti gli sono costate una dura punizione dal Consiglio Superiore della Magistratura, mentre alcuni colleghi gli stanno smontando le indagini. Ecco, da questo punto di vista Clementina Forleo e De Magistris con una legge come questa già in vigore da qualche anno sarebbero a posto, in una botte di ferro. Perché se la legge avesse loro impedito di scoprire gli scandali di bancopoli e della Calabria, loro non avrebbero pagato le conseguenze quindi, almeno dal loro punto di vista, questa legge li avrebbe lasciati lavorare in pace, proprio perché avrebbe impedito loro di lavorare e di scoprire alcunché.

    prove tecniche di fascismo (prima parte) -marco travaglio

    Siamo alla prima legge vergogna che riguarda i processi di Berlusconi e che ha qualche speranza di passare, dopo quella per ora tramontata sul patteggiamento allargato che avrebbe spostato in là i processi al Cavaliere. Intanto vediamo quello che vuole fare Berlusconi, secondo quanto lui ha annunciato di voler fare. Lui ha detto: “divieto assoluto di intercettazioni, salvo per i reati di mafia, di camorra, di ‘ndrangheta, di criminalità organizzata e di terrorismo”. Per chi le fa, cioè per i giudici che le dispongono al di fuori di questi reati – ammesso che ce ne siano ancora, ovviamente – e per gli agenti che poi le realizzano assieme ai gestori telefonici che prestano il loro supporto: cinque anni di galera. Questa la pena massima prevista. Per i giornalisti che le pubblicano, cinque anni di galera anche a loro. Si corona così il sogno del Cavaliere di arrestare tutti coloro che lo dovrebbero controllare e che lo controllano ancora, cioè magistrati e giornalisti. Invece di arrestare le persone che vengono intercettate e hanno commesso dei reati, si decide di arrestare coloro che le hanno scoperte e coloro che lo hanno fatto sapere. Che già non è male, devo dire. In più prevede, dice lui, “una forte penalizzazione economica per gli editori che pubblicano questi articoli contenenti intercettazioni”. Quindi, in teoria, dovrebbe essere condannata anche la sua famiglia, visto che i suoi giornali hanno abbondantemente pubblicato intercettazioni - sempre quelle degli altri di solito, mai le sue.Non è una legge “ad personam”, nel senso che non serve solo a lui. È una legge “ad personas” nel senso che serve a tutta la classe dirigente. È un altro cunicolo enorme scavato sotto le carceri e sotto i tribunali per farci passare naturalmente le solite pantegane grandi così, ma da quello stesso cunicolo passeranno anche topolini medi e piccoli, che sono poi quelli che vanno ad accrescere l’emergenza sicurezza, la percezione di insicurezza.Per l’omicidio semplice - cioè io ammazzo un tizio non essendo un camorrista, un mafioso, un ‘ndranghetista e nemmeno un terrorista – non mi possono intercettare. Di solito, per scoprire chi è stato ad uccidere una persona si mettono sotto intercettazione tutti quelli che fanno parte della sua cerchia: parenti, amici, conoscenti, colleghi di lavoro per cercare qualche attinenza tra la morte di quella persona e le conoscenze che ha. Non si potrà più fare. Quindi, molti più omicidi impuniti. Okay?
    Rapine in banca. Mettiamo che per fortuna una telecamera abbia ripreso di sguincio uno dei rapinatori e che gli inquirenti illuminando bene le immagini riescano a intuire chi potrebbe essere fra le loro vecchie conoscenze, spulciando tra le foto segnaletiche. Bene, per trovare la prova che è veramente lui gli mettono il telefono sotto controllo, vedono se parla di bottino. Se ne parla con altri complici, arrestano anche i complici e si riesce a sgominare la banda. Non si potrà più fare. La rapina, se non è fatta da mafiosi, camorristi o terroristi, sarà impossibile, o quasi, da punire...Prendiamo il molestatore che telefona, con telefonate oscene, alla ragazza. Tipico caso: la ragazza fa denuncia, mettono il telefono sotto controllo, risalgono al molestatore e il molestatore viene preso. Non si può più fare. Perché? Perché, o il molestatore è un mafioso, un camorrista, un ‘ndranghetista o un terrorista, cosa che di solito non è, oppure niente da fare.
    Mettiamo una donna picchiata e violentata magari dall’ex marito o dall’ex fidanzato, o cose di questo genere. Trova il coraggio di denunciare. Mettono sotto intercettazione il presunto aggressore per vedere se è proprio vero ciò che dice la donna. Non lo si potrà più fare.
    Prendiamo la ricerca dei latitanti. Tutti quelli che sfuggono alla giustizia. Non lo so… dal mago di Vanna Marchi che scappa in Brasile, a quelli che fanno le rapina, a quelli che fanno gli omicidi, ecc. Ecco, se non sono mafiosi o terroristi, non si potrà più usare lo strumento delle intercettazioni per andare a vedere dove sono scappati e riacchiapparli.
    Non ho parlato ancora dei reati finanziari che sono in realtà la vera ragione per cui non si vuole più che si utilizzi da parte della magistratura lo strumento delle intercettazioni. E questo è ovvio. Dato che i reati finanziari sono i più nascosti e i più difficili da vedere, non solo non si sa chi li ha commessi, ma non si sa nemmeno chi li abbia commessi. Mentre l’omicidio, la truffa, il furto, quelli si vedono perché c’è una vittima dichiarata che li va a denunciare. La corruzione, chi la viene a sapere? Se non parla quello che ha pagato e non parla quello che ha preso i soldi, la corruzione non si sa. E poi il falso il bilancio, chi lo può notare che un bilancio è falso? Quindi sono i reati che hanno più bisogno di intercettazioni. Bisogna scoprire anche che sono stati commessi, oltre a dover scoprire chi li ha commessi. Anche per questi, silenzio di tomba. Non sapremo mai nulla.
    Naturalmente, che cosa succede? Succede che tutti quelli che li commettono potranno commetterli liberamente. Quando passerà la legge, saranno molte di più le persone che li commetteranno perché a quel punto il rischio di essere scoperti e puniti è zero e quindi noi perderemo ancora più soldi con i reati finanziari di quelli che stiamo perdendo.
    June 05

    alcune strofe da:il giorno di dolore che uno ha (luciano ligabue)

    Quando indietro non si torna quando l'hai capito che
    Che la vita non è giusta come la vorresti te
    Quando farsi una ragione vorrà dire vivere
    Te l'han detto tutti quanti che per loro è facile
    Quando batte un po' di sole dove ci contavi un po'
    E la vita è un po' più forte del tuo dirle "ancora no"
    Quando la ferita brucia la tua pelle si farà
    Sopra il giorno di dolore che uno ha

    Quando il cuore senza un pezzo il suo ritmo prenderà
    Quando l'aria che fa il giro i tuoi polmoni beccherà
    Quando questa merda intorno sempre merda resterà
    Riconoscerai l'odore perchè questa è la realtà
    Quando la tua sveglia suona e tu ti chiederai che or'è
    Che la vita è sempre forte molto più che facile
    Quando sposti appena il piede il tuo tempo crescerà
    Sopra il giorno di dolore che uno ha 
      

    June 04

    il salvacondotto ed i rom (pino corrias)

    Nell’orribile Italia che ci respira accanto almeno due persone hanno ottenuto un salvacondotto che li mette al riparo da qualunque conseguenza generino le loro parole e le loro azioni: il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il suo ministro Umberto Bossi. Possono dire e disdire, fare e disfare, come a nessun altro è consentito: elogiare i mafiosi e Putin, invocare i fucili e la secessione.

    Oppure aizzare l’intero Paese contro i Rom e i campi nomadi. Come se davvero nell’Italia governata per un terzo dalla grande criminalità, la ‘ndrangheta, la mafia siciliana e la camorra - che sovrintendono il traffico di droga, di armi, di capitali occulti, di esseri umani, della prostituzione, degli schiavi dell’elemosina, l’estorsione ai commercianti e agli imprenditori, il controllo dei cantieri, degli appalti e dei rifiuti - il problema che quotidianamente ci affligge sia davvero quello: i furti in appartamento, la sporcizia dei campi nomadi, l’aggressività dei piccoli zingari per strada. E che per arginare questa emergenza (non quella della Locride o di Scampia o dell’economia malavitosa che investe in Borsa) vengano nominati commissari ad hoc con il compito di ripulire, sradicare, disinfestare. In un furore d’ordine, ma in realtà di tremori contro le persone diverse da noi, che sta avvelenando l’Italia e gli italiani.
    June 03

    da EL PAIS :italia promulga los poderes especiales para evacuar y expulsar a los gitanos

    Sin publicidad ni notas de prensa, utilizando la discreta vía de la publicación en la Gaceta Oficial del Estado, Silvio Berlusconi concedió finalmente el sábado poderes extraordinarios a los delegados gubernativos (prefectos) de Roma, Milán y Nápoles para resolver "la emergencia gitana". La ordenanza habilita a los comisarios a "censar, realojar, alejar o expulsar", ya sea "por vía administrativa o judicial", a los ciudadanos de etnia gitana.

    La directiva se justifica en la "alarma social" creada por "la situación extremadamente precaria" del colectivo gitano, y para prevenir "posibles problemas de orden público y seguridad". El Gobierno dedicará en un primer momento tres millones de euros, uno por cada prefecto, a solventar la "emergencia".

    El número dos de Interior, Alfredo Mantovano, dijo explícitamente el sábado en una entrevista al diario Il Tempo (ideológicamente afín a la coalición de Berlusconi), que la ordenanza se justifica en motivos étnicos. "Como demuestran los números y la realidad sociológica", declaró, "los romaníes son una etnia conectada a un cierto tipo de delitos. Robos, asaltos, e incluso, como en el caso de Ponticelli, rapto de personas".

    Mantovano se refería al hipotético intento de robo de un bebé por una muchacha gitana, que fue el pretexto esgrimido por los vecinos y la Camorra para desencadenar el salvaje ataque que incendió y destruyó los cinco campamentos de Ponticelli (Nápoles), donde vivían 500 gitanos.

    "Los gitanos comunitarios tienen que respetar las reglas impuestas por Europa: fuentes de renta lícita y residencia", añadió Mantovano, miembro de Alianza Nacional y secretario de Estado de Inmigración en el último Gobierno Berlusconi. "Los gitanos que no respeten esas reglas serán expulsados. Para afrontar ese problema, el Gobierno ha decidido nombrar los tres delegados especiales", concluyó.

    Los prefectos de Roma, Carlo Mosca; de Milán, Gian Valerio Lombardi, y de Nápoles, Alessandro Pansa, deberán adoptar, dice la ordenanza, "toda medida útil y necesaria para la superación de la emergencia gitana" en las regiones del Lazio, Lombardía y Campania. Las acciones a tomar son "el control y censo de todos los gitanos" que viven en los campamentos, y "la adopción, en colaboración con las fuerzas policiales, de las medidas necesarias" frente a aquellos ciudadanos "que puedan ser objeto de actuaciones administrativas o judiciales de alejamiento o expulsión".

    Los prefectos podrán "desmantelar campamentos ilegales, cambiarlos de lugar", "tomar medidas para la evacuación y recuperación de las áreas ocupadas por los asentamientos", y adoptar "medidas para la integración de los gitanos, la escolarización de los menores y la garantía sanitaria".

    [Por otra parte, un empresario de recogida de basuras que informaba a la policía sobre los negocios de la mafia en el sector fue asesinado ayer cerca de Nápoles].

    cominciamo con le figure di merda anche in campo internazionale (deve passare la nottata)

    June 02

    ipnotizzati da rete 4 di marco travaglio

    L'ennesima legge salva-Rete 4 è un duplice  banco di prova: del presunto 'cambiamento' di Berlusconi, secondo alcuni unto dal Signore nella nuova missione di statista chino sul bene comune; e dell'opposizione dialogante e costruttiva inaugurata dal Pd (Anna Finocchiaro la definisce "sobria e asciutta", per distinguerla da quella ubriaca e bagnata, o perlomeno umida).

    Quanto alla trasfigurazione del Cavaliere, è fin troppo ovvio che trattasi di penoso travestimento: nella prima settimana di governo, il suo onorevole avvocato Niccolò Ghedini ha tentato di infilare nel pacchetto sicurezza un codicillo che, con la scusa del patteggiamento, rinvia a dopo l'estate l'imminente sentenza del processo per la corruzione di David Mills; e, nella seconda settimana, è spuntato l'emendamento che blinda lo status quo televisivo più volte condannato dalle istituzioni comunitarie. La norma proroga sine die la fase transitoria che dal 1999, in attesa della sempre rinviata Era Digitale (se ne parlerà forse nel 2012-2015), consente a Rete 4 di trasmettere in chiaro, senza concessione, su frequenze che spetterebbero a Europa 7 (in barba alla normativa europea, come ha stabilito il 31 gennaio la Corte di giustizia); e limita l'accesso al digitale terrestre ai soggetti già presenti sull'analogico, cioè al duopolio Rai-Mediaset (di qui la procedura d'infrazione Ue contro l'Italia, che tra un anno rischia una multa di 300 mila euro al giorno a partire dal giugno 2006).

    Tre commenti targati Pd svelano le tre follie che hanno finora impedito al centrosinistra di opporsi al governo. Il primo è di Veltroni: "Non capisco questa fretta su Rete 4". Ma Uòlter ci è o ci fa? La fretta berlusconiana, diversamente dalle meline del Pd, è comprensibilissima. L'Europa intima da due anni al governo italiano di smantellare la Gasparri. Il governo Prodi, con la sua maggioranza Brancaleone, finge di non sentire. Il governo Berlusconi risponde: ovviamente picche, presidiando la bottega del padrone. Come sempre da 15 anni. Il lupo perde il pelo (trapianti a parte), ma non il vizio. Che aspetta il Pd a ritrovare la memoria? Secondo commento, Enzo Carra: "Tutti hanno una parte di ragione, perché fu il centrosinistra nel 1998 ad autorizzare la trasmissione di Rete 4 senza concessione". Ecco: siccome abbiamo sbagliato finora, seguitiamo a sbagliare in futuro. Terzo commento, Giovanna Melandri: "La salva-Rete 4 è grave perché impedisce il dialogo". Traduzione: il dialogo col governo non è un mezzo (per varare eventualmente riforme utili al paese), ma è un fine, un valore in sé. Anziché spiegare agli italiani che presto dovranno metter mano al portafogli per pagare una 'tassa Berlusconi' di 300 milioni (la multa triennale europea contro la Gasparri), si comunica che è a rischio 'il dialogo', un'astruseria che non interessa a nessun cittadino sano di mente. Geniale. Poi dice che uno perde le elezioni

    rete 4 trasmetterà e noi pagheremo la multa dell'UE

    Rete4 può continuare a trasmettere

    Cons.Stato: Europa7,governo si pronunci

    Il governo deve pronunciarsi nuovamente sulla richiesta di Europa 7 di avere delle frequenze "anche in applicazione della sentenza della Corte di giustizia" europea. Lo afferma il Consiglio di Stato che però ha anche stabilito inequivocabilmente che Rete 4 può continuare a trasmettere in ambito nazionale, aggiungono i giudici di palazzo Spada.

    Il Consiglio di Stato ha dichiarato infatti inammissibile il ricorso presentato da Europa7 contro ministero delle Comunicazioni e Rti (Mediaset) in cui si chiedeva la sospensione dell'autorizzazione a trasmettere per Rete4. Si tratta di uno dei passaggi più importanti della decisione resa nota oggi della Suprema magistratura amministrativa, che ha invece chiesto al ministero dello Sviluppo economico (che ha ereditato le competenze delle Comunicazioni) di pronunciarsi nuovamente sulla richiesta di frequenze di Europa7 e ha invece rinviato a dicembre una sua decisione su un possibile risarcimento dei danni. Il Consiglio di Stato quindi toglie Rete4 dalla contesa di Europa7, che nel '99 ricevette dallo Stato una licenza a trasmettere come Tv nazionale ma non ebbe le frequenze necessarie.

    Il Collegio si riserva di decidere in via definitiva, nell'udienza del prossimo 16 dicembre, sul ricorso con cui Europa 7 chiede il risarcimento del danno e l'assegnazione delle frequenze.

    "Europa 7 non ha nessun diritto alle frequenze di Rete 4", ha detto il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri prima di partecipare a un incontro nell'ambito del Festival dell'Economia di Trento. "Casomai Europa 7 potrebbe - in un'istruttoria che durerà da qui al 15 ottobre - avere diritto eventualmente a un risarcimento la cui entità dovrà essere valutata dal Consiglio di Stato e dal ministero". Per il presidente di Mediaset, il Consiglio di Stato si è limitato a dire che bisogna applicare la sentenza comunitaria, sentenza che non obbliga Rete 4 a restituire le frequenze. "Non c'è nessuna ombra sulla legittimità delle frequenze di Rete 4", ha concluso.

    E' invece "dovere del governo intervenire immediatamente sulla questione della redistribuzione delle frequenze televisive, secondo quanto stabilito dal Tribunali nazionale e da quello comunitario che, nel merito, hanno confermato la sostanza di quanto sostenuto dall'opposizione nella dialettica parlamentare degli ultimi giorni" per Giovanna Melandri, ministro della Comunicazione nel governo ombra del Pd.  "Ora la maggioranza ed il governo hanno la possibilita' - aggiunge la Melandri - di cominciare a risolvere nei fatti la questione della scarsa pluralita' e della libera concorrenza all'interno del sistema radiotelevisivo nazionale".   tgcom

    caso europa 7 marco tavaglio

    Ora d'aria
    l'Unità, 1 giugno 2008
    Bene ha fatto il Consiglio di Stato ad annunciare ieri, a Borsa chiusa, i suoi verdetti sulle sette cause del caso Europa7. Ma ha fatto malissimo a non pubblicare le sentenze (che dovrebbero essere note martedì), limitandosi a un comunicato scritto in ostrogoto, incomprensibile anche agli addetti ai lavori. Solo il giulivo Confalonieri finge di sapere tutto e canta vittoria, probabilmente per rassicurare gli azionisti in vista della riapertura dei mercati dopodomani, dopo il lungo week end festivo. Ma, da alcuni passaggi del comunicato, parrebbe avere ottimi motivi per preoccuparsi. Poi, certo, a metterlo di buonumore è la notizia che, a quanto pare, ad assegnare le frequenze a Europa7 dovrebbe essere proprio il padrone di Rete4 che le occupa senza concessione: Berlusconi. Infatti il Consiglio di Stato sancisce “il dovere del Ministero di rideterminarsi motivatamente sull’istanza di Europa7 intesa alla attribuzione delle frequenze… anche in applicazione della sentenza della Corte di giustizia (europea) del 31 gennaio 2008”.

    Traduzione (provvisoria): il governo Berlusconi, tramite il sottosegretario ad personam, anzi ad aziendam, Paolo Romani, dovrà finalmente consentire a Europa7 di trasmettere in chiaro su tutto il territorio nazionale con le apposite frequenze. E che la sentenza non sia proprio favorevole a Mediaset, lo si desume anche dal fatto che, per evitare contraccolpi sul mercato azionario, è stata annunciata di sabato. Ora non vorremmo essere nei panni del Cainano: già lo immaginiamo aggirarsi insonne in una delle sue numerose ville, attanagliato dal dilemma amletico: salvare un’altra volta Rete4 mettendosi contro la Costituzione, la Consulta, la Corte e la Commissione europea, le regole comunitarie e attirando sull’Italia una supermulta, o rispettare le leggi e le sentenze almeno una volta nella vita? Non per nulla, fino all’altro giorno, il governo Mediaset aveva tentato di risolvere la faccenda al solito modo: l’ennesimo emendamento-condono salva-Rete4 (ritirato solo dopo l’ostruzionismo di Idv e Pd) imperniato su un antico principio giurisprudenziale della scuola arcoriana: chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scurdammoce ‘o passato e pure le sentenze italiane ed europee.

    Le cause intentate allo Stato dall’editore Francesco Di Stefano dinanzi al Tar e poi al Consiglio di Stato sono sette. Tre, più secondarie, riguardano la seconda tv del gruppo, 7 Plus; tre (più una “doppia” che sarebbe lungo spiegare) investono la rete principale Europa7.

    1) La prima è sul ricorso contro l’abilitazione a trasmettere in “fase transitoria” senza concessione rilasciata a suo tempo a Rete4 dal decreto 28/7/1999 del governo D’Alema. Il Tar e ora il Consiglio di Stato ritengono il ricorso inammissibile, ma ormai la questione era superata dalla nuova abilitazione data da Gasparri nel 2004 e dalla sentenza europea che boccia tutte le leggi italiane basate sulla “fase transitoria” a partire dal ’94.
    2) Europa7 chiedeva al governo di rispondere pro o contro le proprie istanze. Su questo, il Tar le dà ragione: o il governo revoca la concessione, o dà le frequenze. Mediaset fa ricorso. Ieri il Consiglio di Stato l’ha respinto, intimando al governo di “rideterminare le frequenze” chieste dalla tv mai nata e “applicare la sentenza” europea.
    3) Europa7 chiede allo Stato le frequenze per Europa7 e i danni fin qui subiti per la mancata partenza dell’emittente (circa 3 miliardi). Il Consiglio di Stato chiede alla Corte europea se le norme italiane pro-Rete4 e anti-Europa7 siano compatibili con quelle comunitarie. La Corte risponde il 31 gennaio che no, la normativa italiana è incompatibile, dunque illegale, ergo va disapplicata: ubi maior, minor (cioè Berlusconi) cessat.

    Ieri il Consiglio di Stato ha rinviato la decisione al 16 dicembre. Ma, in via provvisoria, ha respinto “in parte” le richieste di Europa 7. Che vuol dire? Che non le riconosce 3 miliardi di danni, ma un po’ meno? O che i danni saranno quantificati solo quando si saprà se il governo darà le frequenze? Pare di sì, visto che si “subordina” il risarcimento al “rideterminarsi” le frequenze applicando la sentenza europea. Ma quali ordini vengano impartiti precisamente al governo ancora non si sa. L’unico dato certo è che il governo dovrà depositare “i documenti” di ciò che farà “entro il 15 ottobre”. Ma che cosa esattamente debba fare, lo sapremo solo martedì. Per ora si sa che ora il conflitto d’interessi, da gigantesco, diventa mostruoso. E grottesco. Chi deve risolvere il problema è chi l’ha creato. Il detective incaricato di chiudere il caso è l’assassino
    June 01

    traduzione di YOU KNOW YOU'RE RIGHT

    Non ti vorrei mai seccare
    Non vorrei mai prometterlo
    Non ti seguirò mai
    Non disturberò più
    Non dirò mai più una parola
    Striscerò via per il bene di tutti

    Me ne andrò via di qua
    Non dovrai essere spaventata o impaurita
    Non ci ho mai pensato prima
    Ho sempre saputo che saremmo arrivati a questo
    Le cose non sono mai state così gonfiate
    Io non ho mai mancato di fallire

    Doloooorrrreeee 
    Sai di aver ragione

    Sono molto calmo e cordiale dentro
    Non devo più nascondermi
    Adesso parliamo di altro
    Fumando pesantemente,
    Ho cominciato presto a fondermi
    Niente la turba veramente
    Lei vuole solo amare se stessa

    Me ne andrò via di qua
    Non dovrai essere spaventata o impaurita
    Non ci ho mai pensato prima
    Ho sempre saputo che saremmo arrivati a questo
    Le cose non sono mai state così gonfiate
    Io non ho mai mancato di fallire

    Doloooorrrreeee 
    Sai di aver ragione 
    Conosci i tuoi diritti
    Doloooorrrreeee

     
                                                    kurt cobain - nirvana
    May 31

    taci il cittadino si informa di peter gomez

    Nei prossimi giorni il governo presenterà il suo disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche. L'obiettivo iniziale, dichiarato pubblicamente da Silvio Berlusconi durante la campagna elettorale, era quello di consentire gli ascolti solo nelle inchieste di mafia e terrorismo.  Spiegare alle vittime di stupri o rapine che nel loro caso la polizia indagherà senza poter intercettare nessuno, era però difficile. E così ora il cavaliere e il suo fido Guardasigilli, Angelino Alfano, stanno tentando di trovare una mediazione tra il vecchio disegno di legge Mastella (votato da tutta la Camera con solo nove astenuti) e il loro progetto. Come finirà è facile prevederlo: verrà proposta (e approvata) una norma che impedirà la pubblicazione, grazie a multe milionarie e il carcere per i trasgressori, non solo delle intercettazioni non coperte da segreto, ma anche di molti altri atti giudiziari. Non per niente già il disegno di legge Mastella impediva di utilizzare carte tratte da indagini poi archiviate.

    La cosa non è grave per i giornalisti. Chi si occupa di cronaca giudiziaria o di giornalismo d'inchiesta vivrà benissimo scrivendo d'altro: magari di piante o di fiori (io vorrei seguire la pallacanestro). È grave invece per gli elettori.

    Da una parte verrà di fatto impedito il potere di controllo dell'opinione pubblica sull'attività della magistratura. Se gli atti sulla base dei quali sono state arrestate delle persone non possono essere consultati chi mai potrà fondatamente esercitare il proprio diritto di critica sulle scelte di un giudice? Dall'altra i cittadini non potranno più venire a conoscenza di tutta un serie di comportamenti tenuti dagli eletti che magari non hanno rilevanza penale, ma che certamente sono rilevanti dal punto di vista politico. L'esempio più chiaro è quello di Mirello Crisafulli, il parlamentare del Pd protagonista di un'indagine (poi archiviata), nata da un'intercettazione ambientale (con relativo filmato) di un colloquio tra lui e un capomafia. Con le nuove norme di quei fatti non potrà più parlare nessuno.

    La tecnica insomma sarà un po' quella utilizzata in Campania dai funzionari dell'alto commissariato rifiuti. Lì, come hanno dimostrato proprio le intercettazioni telefoniche contenute nell'ordinanza di custodia cautelare spiccata contro di loro, si piazzava nelle discariche spazzatura non trattata e pericolosa sotto un velo di monnezza resa inerte e profumata con vari additivi chimici. Così i cittadini non si accorgevano di nulla e potevano pensare che i tecnici stessero davvero lavorando per risolvere il problema. C'è voluto un po', ma adesso i risultati di questo modus operandi sono sotto gli occhi (e il naso) di tutti. Nascondere lo sporco sotto il tappeto, non è mai stata una buona idea. E lo è ancor meno se ciò che si vuol far sparire sono le notizie.